Blog me a story

TellMeAStroy: l'esperienza di una guida turistica 04.05.2014

Una guida turistica di Siena dopo molti anni di lavoro racconta la propria esperienza e ammette che le finalità del progetto rappresentano quello che oggi manca alla formazione delle guide turistiche italiane

Con il tempo la maniera di spostarsi, di viaggiare ha assunto un profilo del tutto differente rispetto al passato, rispetto al momento in cui ho cominciato ad occuparmi di questo mestiere. Il profilo della persona con cui ci troviamo ad operare è cambiato: il viaggiatore che si rivolge a noi, nella maggior parte dei casi, ha già iniziato a preparare il viaggio prima della partenza, per cominciare acquistando una guida per avere una visione di insieme e in molti casi approfondendo gli argomenti di maggior interesse navigando sulla rete. La guida cartacea poi è diventata solo  il punto di partenza, con il wireless diffuso ovunque i nostri clienti hanno la possibilità di consultare le informazioni di base in tempo reale. Autori, date storiche e indicazioni di orari e ristoranti sono alla portata di tutti, nasce allora l'esigenza di approfondire le caratteristiche che sono il sale del nostro mestiere: la capacità di farsi ponte tra la persona e il luogo che si sta trovando a visitare, la capacità di  descrivere la vita vera che non si trova sulla carta o nella rete. La trasmissione di episodi, usanze, modi di dire possono rivestire la stessa importanza della descrizione di un opera d'arte. Pensiamo all'usanza del caffè sospeso a Napoli, un monumento invisibile che pure parla così bene della gente e di conseguenza della città che lo ospita. La guida degli anni duemila deve essere in grado di abbattere il muro linguistico che separa il visitatore dalla città che si sta trovando a conoscere, deve perciò avere una preparazione linguistica tale che gli permetta di spostarsi con leggerezza tra le domande che le verranno poste che nella maggior parte dei casi non riguardano la scaletta preparata per l'itinerario.  L'aggiornamento in questo mestiere è vitale per questo motivo guardo con profondo interesse al progetto Tell me a Story fondamentale per i ragazzi che incominciano a lavorare in questo campo ma anche per noi che con passione lo esercitiamo da molti anni.