TellMeAStroy: per una nuova forma di turismo | Tell Me A Story

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TellMeAStroy: per una nuova forma di turismo 04.05.2014

Il progetto Tell Me A Story presenta un nuovo modo di fare visite guidate: non più solo arte ed architettura, ma vita e tradizioni del territorio ... e lingue straniere.

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo visitato una città d’arte con una guida turistica e ci siamo “sorbiti” lunghi monologhi sulle peculiarità artistiche di quel palazzo o sugli ordini architettonici di quella chiesa. La guida si soffermava con parolone sugli elementi artistici che caratterizzavano l’opera d’arte, cercando di ricordare piccole nozioni scolastiche di storia dell’arte per trovare punti di riferimento e capire ciò che la guida con tanta insistenza cercava di spiegare.  

La visita guidata si concludeva con tanti tecnicismi e tante informazioni anche circostanziate, ma il risultato pressoché scontato e comune alla maggioranza di noi turisti (e non critici d’arte esperti) era il non godere a pieno delle bellezze del luogo, il non rimanere avvolti dall’ambiente che ci circondava, perché troppo impegnati a comprendere le nozioni enciclopediche su cui la visita  concentrava la propria attenzione: nomi, date, stili architettonici, tante informazioni che di lì a poco ci saremmo inesorabilmente dimenticati.

Il Progetto europeo Tell Me A Story nasce come risposta propositiva a questa situazione e mira a coniugare, con l’intento formativo, aspetti legati alla professionalità delle guide turistiche e elementi di didattica/apprendimento delle lingue straniere.  

Sul piano della didattica delle lingue, il progetto intende fornire esercizi web based di livello A1 e A2 finalizzati all’apprendimento di espressioni e elementi linguistici di uso quotidiano legati alla professione di guida turistica. Le lingue coinvolte sono Tedesco, Francese, Italiano, Olandese, Bulgaro, Ungherese, Rumeno, Spagnolo. L’obiettivo non è certo quello di promuovere l’apprendimento in una di queste lingue a livello tale da svolgere in quella lingua una visita turistica, ma pur potendo utilizzare comunque una lingua franca, una L2 comune di mediazione, è importante che la guida possa socializzare con i propri turisti nella loro L1, possa scambiare qualche battuta, brevi saluti, così da rendere l’intera visita maggiormente attrattiva.

Il progetto Tell Me A Story vuole dare alle guide turistiche di oggi questa grande opportunità di apprendimento linguistico creando un learning space attrattivo e di semplice utilizzo a partire dalle esigenze linguistiche e dai loro bisogni formativi.   

Il progetto non guarda solo all’apprendimento linguistico: propone un nuovo modo di fare una visita turistica. Non più tecnicismi artistici e stili architettonici, ma la visita deve coinvolgere il turista, farlo partecipe della vita del luogo che va a visitare, delle sue tradizioni culturali, delle storie (reali o di fantasia), dei suoi aneddoti. Per questo motivo il progetto ha individuato sette città europee e per ciascuna città propone delle storie che possano meglio rappresentare le tradizioni culturali del luogo. Le storie della città, così legate alla vita e al tessuto sociale, rappresentano l’input per fare di una semplice visita turistica una esperienza unica, in grado di lasciare nel viaggiatore segni indelebili del luogo e delle sue molte proposte culturali.

Nel panorama europeo del progetto che vede coinvolti partner Spagnoli, Francesi, Olandesi, Austriaci, Rumeni e Bulgari, l’Italia è splendidamente rappresentata dalla città di Montepulciano, in provincia di Siena, e dalla sua grande tradizione gastronomica, dalle sue storie, dalle sue leggende: la regalità del vino Nobile di Montepulciano si incontra con il fascino della Poccia Lattaia ed è avvolto dal mistero di Twilight.